Seleziona

Retroilluminazione ed incollaggio su vetro

indietro<<

Retroilluminazione dei materiali lapidei

La retroilluminazione si può descrivere in maniera sintetica come l’applicazione nella parte posteriore di un materiale lapideo di una fonte luminosa che, sfruttando le qualità di traslucenza di taluni tipi di materiali (in particolare onici), genera degli effetti “scenici” che possono valorizzare ed impreziosire gli ambienti in cui questa soluzione viene applicata, offrendo ai progettisti un ulteriore strumento espressivo per l’utilizzo delle pietre naturali.

 

Retroilluminazione_collageFIG.1: Esempi di nostre realizzazioni

 

Ovviamente questa descrizione “semplicistica” non deve trarre in inganno, per ottenere risultati pregevoli bisogna aver maturato una notevole esperienza e conoscere in maniera approfondita le caratteristiche tecniche sia dei sistemi di illuminazione che dei materiali lapidei che si dovranno retroilluminare. Vi sono infatti delle problematiche tecnico/estetiche che potrebbero mortificare l’effetto desiderato, generando dei risultati mediocri, soprattutto se rapportati agli ambienti prestigiosi ed esigenti in cui questo genere di soluzioni vengono normalmente utilizzate, che possiamo brevemente riassumere in:

  • Materiali selezionati poco traslucenti
  • Scarso spazio posteriore per alloggiare l’illuminazione
  • Omogeneità dell’illuminazione
  • Dimensioni delle lastre
  • Sistemi di ancoraggio delle lastre che creano “aloni”

Per ottenere un corretto effetto di retroilluminazione ed evitare i problemi sopra elencati non esiste, anche considerando il fattore economico, un’unica soluzione progettuale in quanto ogni realizzazione ha le sue specificità ed in alcuni casi, soprattutto quando si utilizzano gli onici, può essere sufficiente una semplice luce al neon abbinata ad un Plexiglas diffusore per ottenere l’effetto desiderato.
Vi sono però progetti nei quali bisogna adottare necessariamente delle soluzioni più elaborate, in particolare quando siamo in presenza di pareti verticali di grandi dimensioni. In questi casi una soluzione ottimale potrebbe essere quella visibile nella FIG.2, ovvero l’incollaggio del materiale lapideo su lastre di vetro (che approfondiremo in seguito) e l’integrazione di pannelli LED speciali sagomati sulle dimensioni delle lastre.
Questo tipo di soluzione, che attualmente rappresenta il punto di arrivo per le applicazioni di retroilluminazione, ci permette di risolvere tutte le problematiche viste sopra ovvero:

  • Si rendono traslucenti, attraverso la riduzione degli spessori, quasi tutti i materiali
  • I pannelli possono essere molto sottili anche fino a 20/25 mm di spessore
  • Il LED, aderendo a tutta la superficie, garantisce un’ottima omogeneità di illuminazione
  • Avendo come supporto il vetro, che può essere anche temperato, si possono realizzare lastre di grandi dimensioni limitando i rischi di rotture
  • I sistemi di ancoraggio saranno direttamente solidali con i pannelli LED rimanendo dunque invisibili e non generando aloni

La nostra azienda mette a disposizione dei propri clienti tutto il know how sviluppato in queste applicazioni per cercare di trovare le soluzioni tecniche più idonee, valutando tutte le specificità del progetto (anche economiche) e garantendo sempre risultati di alta qualità.

 

ConfrontoFIG.2: Pannello di Bianco Carrara incollato su vetro e luce LED (a destra in funzione)

 


 

Incollaggio di marmo su vetro

Come si è già accennato l’incollaggio dei materiali lapidei su lastre di vetro può essere una soluzione utile per facilitare o risolvere le problematiche che possono emergere quando si ha la necessità di realizzare delle retroilluminazioni, ciò grazie alla riduzione degli spessori del materiale lapideo che aumenta la capacità di traslucenza dei marmi ed alla possibilità di realizzare pannelli di dimensioni maggiori e più resistenti, avendo la struttura portante composta da lastre di vetro.

Quello della retroilluminazione non è però l’unico impiego che può trovare l’incollaggio del marmo su vetro, ma è una soluzione che si presta a svariati utilizzi fra i quali:

  • Pareti divisorie
  • Ante
  • Tavoli
  • Complementi d’arredo
  • Porte

 

Onice_stratificatoFIG.3: Esempio pannello di marmo (5 mm) incollato su vetro (12 mm)

 

Nella realizzazione di pannelli in marmo incollato su vetro bisognerà tenere presenti alcuni fattori, determinanti per realizzare un prodotto idoneo alle proprie esigenze. Ovviamente sarà necessario conoscere le caratteristiche del marmo da utilizzare, in particolare il suo grado di traslucenza; ciò determinerà il suo spessore che potrà essere, nel caso di materiali particolarmente “densi”, fino ad un minimo di 3 mm. Nel caso di utilizzo di onici si dovranno invece considerare spessori maggiori, dato che la loro riduzione eccessiva può determinare, soprattutto nel caso di retroilluminazione, un “appiattimento” del risultato visivo che toglierà profondità al materiale.

L’altro principale fattore sarà la tipologia di vetro da utilizzare che sarà determinata dall’utilizzo finale dei pannelli e dalle loro dimensioni. Pannelli di grandi dimensioni comportano ovviamente vetri di maggior spessore, magari incollati. Inoltre se i pannelli sono destinati ad aree pubbliche o si vogliono avere comunque maggiori garanzie di sicurezza è consigliabile l’utilizzo di vetro temperato, più resistente e soprattutto che non si frantuma in caso di urto.

Un’ulteriore informazione da aggiungere, considerando le variabili descritte, è il range di spessori per questa tipologia di pannelli che può andare da un minimo di  8/10 mm (5 mm vetro + 3/5 mm marmo) ad un massimo (consigliato) di 25 mm.

 

gong_dischi onice vetro 2FIG.4: Dischi in Onice Arancio su vetro di diametro cm 250 vedi progetto

PreposaFIG.5: Preposa di parete divisoria in Onice Grey Pearl a macchia aperta incollato su vetro

 

 

 

Loading